La donazione rimuneratoria può essere impugnata dagli eredi?



La risposta risulta affermativa, salvo che il donatario provi il presupposto di cui all’art. 770 c.c., secondo comma, ossia che la liberalità integri un servizio reso in conformità agli usi, o in adempimento di un’obbligazione morale ed abbia una sorta di corrispettività con quanto ricevuto dal donante.

In questi termini, la Corte di Cassazione con la sentenza n.41480 del 24.12.2021, ha affermato che perché possa escludersi la donazione rimuneratoria, assoggetabile anche quest’ultima forma di liberalità  alla disciplina delle donazioni per quanto riguarda la tutela della reintegrazione della quota di riserva spettante ai legittimari, occorre dimostrare che la fattispecie integri  l'ipotesi prevista nel secondo comma del citato articolo 770 c.c., di semplice liberalità in occasione di servizi resi o comunque in conformità agli usi.

In questi casi, occorre che l'attribuzione venga effettuata in funzione di corrispettivo o in adempimento di un'obbligazione derivante dalla legge o in osservanza di un dovere nascente dalle comuni norme morali e sociali e sussista una qual certa equivalenza economica fra il suo valore e quello dei servizi ricevuti dal disponente; nei casi in cui l'elargizione da parte del donante sia diretta anche al soddisfacimento di prestazioni ricevute, l'intero rapporto è regolato in base al criterio della prevalenza, ricercando quale dei due cennati intenti si sia voluto principalmente perseguire" (così Cass. n. 2452/1976).

Nel caso oggetto di pronuncia, la Corte di Cassazione ha confermato la natura di donazione indiretta, e pertanto, ha escluso ricorresse l’ipotesi di cui al secondo comma dell’art. 770 c.c., in quanto era stata correttamente ritenuta la mancanza di  prova della corrispettività (in termini economici) tra gli allegati servizi offerti in termini assistenziali e il valore delle liberalità,  (nel caso specifico non era emerso che soltanto una figlia avesse  prestato cure ed assistenza alla madre) oltretutto in un contesto nel quale la testatrice (madre) aveva precisato nel testamento che alla figlia stessa aveva comprato un appartamento senza indicare di aver ricevuto  servizi resi dalla figlia, così escludendo l'applicazione della fattispecie di cui al secondo comma dell'art. 770 c.c.

Avv.Francesco Frigieri