Lavori di ristrutturazione e titolarità dei contratti fatti dai coniugi in separazione dei beni



Interessante ordinanza della Corte di Cassazione n.37612, depositata il 30.11.2021, perché tratta della titolarità dei contratti fatti dai coniugi in separazione dei beni a proposito di lavori di ristrutturazione della casa di proprietà esclusiva di uno solo.


Ebbene il caso arriverà in Cassazione perché nelle corti di merito era stata ritenuta solidale e quindi riconducibile ad entrambi i coniugi la spesa di ristrutturazione, perché da un lato effettivamente commissionata dal marito non proprietario, ma attribuita anche alla moglie perché presente durante il lavori e proprietaria esclusiva dell'immobile.


La corte ha escluso che la moglie avesse assunto l'obbligazione in nome del coniuge, e che la stessa avesse da lui ricevuto mandato, o che sussistesse una situazione di apparenza giuridica che facesse ritenere che ella operasse per conto del marito, né infine che fosse emersa una responsabilità del coniuge ai sensi degli artt. 143 e 144 cod. civ., per obbligazioni relative all'indirizzo concordato. Poste tali coordinate giuridiche, ritiene il Collegio che la sentenza impugnata sia incorsa nella falsa applicazione dei principi espressi da questa Corte. Come ricavato dal tenore dell'interrogatorio formale reso dal legale rappresentante della società attrice (che trova conforto anche nel contenuto in fatto dell'atto introduttivo del giudizio), è comprovato che l'intervento della società nell'abitazione oggetto di causa, venne espressamente sollecitato dal marito , e di tanto ne dà contezza anche la sentenza impugnata che richiama il contenuto delle dichiarazioni rese, in sede di interrogatorio formale.

Pertanto per il principio di cui all'art 1372 c.c., ossia che il contratto può avere efficacia solo fra le parti e non rispetto ai terzi, il marito sarà tenuto a pagare gli interventi di ristrutturazione ancorché fatti nell'abitazione esclusiva della moglie, anche se a lei ovviamente noti.

Avv.Francesco Frigieri